2 giorni in Sicilia, 48 ore per scoprire le bellezze di Siracusa e Taormina, fra spettacolari parchi archeologici, ricchi musei ed enogastronomia di qualità.
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È mattino quando atterro all’aeroporto di Catania che, inaspettatamente, mi accoglie con un clima particolarmente tiepido, non certo invernale, sebbene in fondo sia ancora febbraio.
Il sole scalda già, l’aria profuma di agrumi e mandorli in fiore e un intenso programma di visite mi aspetta, fra quei tesori di fama internazionale che hanno reso la Sicilia celebre in tutto il mondo.

Prima tappa, il Parco Archeologico della Neapolis, un’area naturale vastissima, disseminata di reperti appartenenti a più epoche della storia siracusana, così rilevanti e famosi da rendere il sito uno dei più visitati non solo della regione ma di tutto il Mediterraneo.
Mi perdo a passeggiare fra i suoi sentieri immersi nella natura e tra le antiche gradinate del Teatro Greco che, con un po’ di fantasia, riesco persino ad immaginare colmo di spettatori, durante gli anni del suo massimo splendore.
Prima di procedere con il tour, mi fermo per una sosta al Café Neapolis, inaugurato nel settembre 2018 e dove l’accoglienza è di casa.

Giusto il tempo di gustare qualche prelibatezza locale ed è già tempo di rimettersi in marcia: il Castello Maniace mi attende.
Si tratta di uno dei più importanti monumenti del periodo svevo a Siracusa nonché uno tra i più rilevanti castelli federiciani, con la sua possente struttura a quadrilatero e le maestose torri cilindriche, poste in prossimità dei quattro angoli.
La mia zona preferita? Sicuramente la sala principale interna, costituita da 24 volte a crociera più una che, secondo le interpretazioni, dovrebbero rappresentare i regni di Federico II con, al centro, proprio quello di Sicilia.
Il mio viaggio all’insegna della cultura prosegue fra le sale del Museo Regionale Paolo Orsi, con la sua moltitudine di reperti provenienti dai periodi della preistoria fino a quelli greci e romani e attraverso le stanze della Galleria Regionale di Palazzo Bellomo, dove la visita è facilitata da un percorso di segnaletica direzionale a dalla presenza di due totem informativi.
Per concludere in bellezza, mi godo un buon calice di vino siculo e qualche arancino ancora caldo al Caffè Bellomo, il punto di ristoro ufficiale della Galleria.

Con gli occhi ancora colmi di bellezze siracusane, dedico il mio secondo giorno in Sicilia alla magica Taormina, graziosa località collinare situata lungo la costa orientale, nei pressi del Monte Etna.
Tra i must see della città, il Teatro Antico di Taormina, il secondo teatro della Sicilia per dimensione, utilizzato ancora oggi per rappresentazioni di spessore come opere liriche e balletti.
La struttura, che si presenta come scavata nella roccia, si trova in una posizione spettacolare, con il Mar Ionio alle spalle e l’Etna sullo sfondo. La vista migliore si gode dal belvedere, assolutamente imperdibile e davvero mozzafiato.

Me ne rimarrei a gironzolare per ore fra pilastri, colonne e gallerie ma il tour continua e la prossima tappa mi porta dritto al Parco Archeologico di Naxos, presso quella che pare essere stata la prima colonia greca fondata in Sicilia nel 735 a.C.
Visitando l’area, che si estende per la bellezza di 40 ettari, è possibile rivivere quello che fu il periodo d’oro di Naxos, quello arcaico, in cui il suo porto era uno dei più attivi del Mediterraneo.

Una particolarità di questo sito è inoltre quella di aver portato alla luce numerose fornaci per la cottura dei manufatti in terracotta, dal periodo arcaico a quello tardo romano e bizantino e fino ai nostri giorni, la cui materia prima era fornita proprio dalle colline argillose retrostanti la baia.
Molto affascinante anche l’area del Fortino Borbonico, basso e massiccio, i cui locali attigui ospitano  una serie di reperti di carattere marittimo.
La mia ultima cena sicula è all’Hotel Parco delle Fontane, a base di pesce fresco, caponata, cannoli e quell’immancabile calore umano che in Sicilia non manca mai e che rende ogni viaggio semplicemente memorabile.